venerdì 12 giugno 2015

Duel, Steven Spielberg - Vuoi forse diventare regista?

 
Produzione USA|1971
Regia Steven Spielberg
Soggetto e sceneggiatura Richard Matheson
Con Dennis Weaver



Tratto da un racconto thriller di Richard Matheson, autore che ne ha curato anche la sceneggiatura, Duel è un avvincente e sproporzionato duello tra un'auto rossa e ben tenuta e un autoarticolato vecchio, arrugginito e dall'aspetto decisamente minaccioso.
David, alla guida dell'auto, è un uomo qualunque, ha una moglie qualunque, dei figli qualunque, dei guai da uomo qualunque ed è in viaggio per lavoro in una giornata qualunque. Ma è proprio in una giornata qualunque che si imbatterà nell'altro grosso veicolo che presto renderà palesi le sue inspiegabili intenzioni di ucciderlo, di prenderlo in pieno e schiacciarlo. Il protagonista dovrà dunque lottare per la sua sopravvivenza.
Duel è un combattimento all'ultimo sangue e l'arena nella quale si svolge è una di quelle strade americane infinite, assolate e polverose, è un inseguimento che dura tutto un film. I personaggi principali sono David, la sua auto, la strada e la polvere, e l'autoarticolato il cui autista non vedremo mai per intero.

"Non si può mai dire. Uno crede che certe cose siano abbastanza naturali: come per esempio guidare la macchina senza che qualcuno cerchi di ammazzarti. E invece tutto a un tratto qualcosa cambia e per mezz'ora della tua vita perdi ogni contatto con il mondo civile e ti senti come se fossi di nuovo un selvaggio nella giungla."

Questo lungometraggio nasceva per la televisione, ma ebbe un tale successo che fu portato presto anche al cinema allungandolo da 70 a 90 minuti. E tenete a mente questi 70 minuti perché vi sorprenderà sapere che dietro la macchina a registrare questa pellicola c'era un venticinquenne e pressoché sconosciuto Steven Spielberg che terminò le riprese, nonostante la sfiducia della produzione, in soli tredici giorni.
Dopo aver visto questo film ho pensato che chiunque aspiri a diventare regista dovrebbe assolutamente vederlo, non tanto perché documenta gli esordi di un bravissimo e prolifico regista, ma perché è una chiara ed efficace dimostrazione di cosa significhi controllare un racconto al cinema. (vi avverto... non che io sappia davvero qualcosa di cinema, ma si sarà capito che è una cosa sulla quale mi piace blaterare, ergo prendete i miei vaneggiamenti come tali se lo ritenete necessario)
Un film a mio avviso è prima di tutto una narrazione e mentre una chitarra usa suoni e note, un libro usa parole e carta, un dipinto colore e linee, un film utilizza inquadrature, musica e parole, ma primariamente inquadrature. Si può dire che guidi il nostro sguardo, che porti la nostra immaginazione a vivere il racconto.
Sicuramente ben impostato primariamente sulla carta che è la base più solida per un buon film, Duel è un racconto semplice, l'azione è sostanzialmente una sola, ma proprio nella sua semplicità è difficile da rendere nel lungometraggio. Spielberg offre una prova da vero esperto. Ogni inquadratura è necessaria a raccontare con dovizia di particolari 90 minuti di un paradossale inseguimento e nella scena nulla è sottovalutato: notevole l'uso degli specchietti retrovisori.
Nel film vi è un solo protagonista umano visibile con alle calcagna qualcosa che all'inizio potrebbe anche essere semplicemente il frutto della sua immaginazione, ma quel che è certo è che lo vuole morto. Poi ci è raccontato il crescendo di reazioni dell'autista qualunque che passano dall'euforia della goliardata dell'aver battuto sul tempo l'altro veicolo all'inquietudine, dalla paura all'ossessione e all'istinto di soppravvivere, fino a far scomparire anche quel solo personaggio umano per qualche breve istante in una sequenza finale catastrofica e molto bella nella quale David si ritroverà a saltellare come una scimmietta vittoriosa davanti al fosso nel quale è finalmente precipitata l'autocisterna impazzita. Mentre poi lui si rende conto in un momento di rassegnata consapevolezza di cosa ha appena compiuto noi lo vediamo con i nostri occhi, scorgendo il sangue tra i rottami del veicolo.
Spielberg è supportato nel suo raccontare da un bravissimo Dennis Weaver nel ruolo di David che lo aiuta in misura non indifferente a mettere insieme un film decisamente benfatto. Nel suo narrare registico non ci sono particolari guizzi o velleità, ma lo spettatore è coinvolto nel lungo inseguimento che regge dall'inizio alla fine senza esclusione di scene. Capita che nei film ci siano degli inseguimenti e che durino qualche minuto e talvolta sono meno strutturati di questi 90 minuti. Penso proprio che Duel sia quello che un regista all'esordio dovrebbe dimostrare di saper fare: gestire un racconto, che sia un complesso insieme d'azioni o un'azione singola nel suo svolgersi e nel suo climax di reazioni, conseguenze e sottotesti.


 

16 commenti:

  1. Grandissimi entrambi, sia il film di Spielberg che il racconto di Matheson ( incalzante come non mai).

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    1. Il racconto non sono ancora riuscita a trovarlo, ma se è simile alla sceneggiatura del film, son sicura che sia una bella lettura! :)

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  2. Come rendere un film grandioso? Mettici un inseguimento ;-) Spielberg ha fatto sua questa massima, qui ha iniziato il primo di tanto inseguimenti della sua carriera. Film tesissimo, anche dopo 100 visioni resti incollato alla schermo, e ci credo, è scritto da Matheson (sempre sia lodato).. Capolavorone ;-) Cheers!

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    1. Vero... l'inseguimento piace sempre ;)

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  3. Gran bel film, sono d'accordo. Teniamo conto però che Spielberg è praticamente nato su un set, e se questa è la sua prima regia significativa, a quella verde età aveva già una lunga esperienza cinematografica. Come dire, non è uno che è nato già imparato ;-)

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    1. Nessuno nasce imparato, questo lo dico sempre. Ma non so che infanzia abbia avuto. Ho letto che fin da piccolo si dilettava a realizzare film amatoriali, certo che avrà significato qualcosa! :)

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  4. Uno dei pochi film di Spielberg che mi piace veramente moltissimo. Tensione allo stato puro dall'inizio alla fine e un inseguimento pazzesco. Per non parlare poi di tutti i sottotesti presenti sulla vita del protagonista... Il romanzo mi manca...

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    1. A me ne piacciono tanti di spielberg a dire il vero! :)

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  5. Davvero un bel film, oltre che il più cupo realizzato dal senhor Spielbergo

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    1. Il più cupo? Non saprei non credo di aver esplorato proprio tutta la sua filmografia ;)
      Questo ha sicuramente una vena inquietante

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  6. Non lo vedo da anni ma lo ricordo potentissimo, un bel pugno nello stomaco di tensione praticamente infinita :)

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    1. decisamente benfatto sì! :)

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  7. Che vergogna, questo mi manca!

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    1. Ottimo, hai trovato un recupero interessante da fare! Dopo scrivicene! :-)

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  8. Film bellissimissimo e non sapevo che fosse stato anche sceneggiato da Matheson. Forse sarà per questo che è il film di Spielberg più duro e inquietante, anche più del Lo Squalo.

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    1. Lo squalo mi manca, ma visto che ultimamente ho amato Spielberg nel recupero di Jurassic Park, magari lo recupero a breve! :)

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