venerdì 5 giugno 2015

Due parole su Fury


Serata cinema con papà (a cui rivolgo un inutile, ma sentito e pubblico ringraziamento): dopo una breve diatriba Fury - Fury Road si è optato per Fury, forse sperando in un film di sostanza, ma le aspettative non sono state del tutto accontentate.
Eccovi due parole a caldo, ma proprio due e male ordinate su Fury, film del 2014, ideato scritto diretto e co-prodotto da David Ayer, tra i produttori esecutivi e gli interpreti principali figura Brad Pitt.

Si parla di guerra, seconda guerra mondiale, del piccolo equipaggio di un carro armato americano chiamato Fury che si muove in Germania nell'aprile del '45.

- Aspetta di vederlo?
- Cosa?
- Cosa è capace di fare un uomo ad un altro uomo.”

Fury è un classico film di guerra, classico nel vero senso della parola.
É nel complesso un buon film. Buona la regia, niente da dire. Buonissimi effetti speciali e la resa dell'orrore della guerra. Ho apprezzato molto le interpretazioni, in particolare Brad Pitt e Shia LaBeouf.
Il suo grosso difetto è che di sostanza o di qualcosa di nuovo da raccontare questo film ha veramente poco. I personaggi sono delineati con criterio, ma caratterizzati in maniera assolutamente tipica, benfatti nella loro classicità.
La sceneggiatura è la nota dolente e probabilmente ci sarebbe da dire molto, ma ora vorrei fare un commento lampo quindi mi soffermerò sui primi punti che mi vengono in mente.
  • Non è chiarissimo l'intento del racconto, che messaggio vuole lasciare? All'inizio ci mostra gli americani, prossimi alla vittoria, ma apparentemente sconfitti nell'intimo dalla guerra: stanchi e arrabbiati, sul filo del rasoio. Ma presto questa atmosfera scema ed in primo piano passano le relazioni tra i sodati del carro armato, in particolare quella tra il sergente e un giovane che prima d'allora per l'esercito ha sempre e solo dattilografato. Da qui in poi pare che tramite le loro relazioni lo sceneggiatore voglia farci riflettere sulla guerra, e prende spesso in ballo la bibbia, ma la riflessione alla quale vuole condurci non è chiarissima.
Chi manderò? E chi andrà per noi?
Allora io risposi: Eccomi, manda me!”
  • Questo film è vagamente pro guerra anche se non ho ben capito in che misura per il motivo di cui sopra. Il che è peggio che essere platealmente pro guerra, cosa che invece probabilmente non mi disturberebbe affatto, mi limiterei a dire che non sono d'accordo.
    Una delle tante belle frasi che il sergente pronuncia è tanto difficile da comprendere che nemmeno ora a visione ultimata capisco di cosa parli: “Gli ideali sono pacifici, la storia è violenta.”
    Cosa significa? E dove si colloca l'uomo? Dietro gli ideali o dietro la storia? Io pensavo dietro entrambi. Inoltre la guerra non si fa in nome di nessuno dei due, né di una storia violenta né di ideali pacifici.

  • Alcune scene sono decisamente regalate. Ad esempio il “superficialone” del gruppo che si scusa col più giovane per come si è comportato risulta decisamente fuori luogo per come erano stati dipinti i personaggi fino ad allora e inoltre è una scena parecchio scontata.
  • Non ho capito il perché del finale (spoiler): nel momento in cui dare la propria vita avrebbe significato di morire per non lasciare solo il proprio sergente, il ragazzo sceglie la fuga aiutato dallo stesso superiore morente. Per cosa è fuggito non ci è dato saperlo. Per cosa ha tenuto stretta la sua vita in quel momento e per cosa appena qualche ora prima era pronto a sacrificarla?
    Forse se capissimo le motivazioni dietro ai vari comportamenti dei personaggi il tutto avrebbe più valore. Anche se il messaggio fosse che le motivazioni non ci sono e che l'unica guida è la paura sarebbe uno script più sostanzioso, così com'è è a mio avviso molto superficiale e, ciò che è peggio, non è consapevole di esserlo.

A questo film assegno dunque un 7- perché, seppure tecnicamente non avrei nulla da ridire, la sceneggiatura è molto deludente: debole, incoerente e poco chiara.

P.s.: Si scusino la brevità e lo stile lista della spesa, ma siccome il film è ora al cinema ho pensato che piuttosto che niente fosse meglio piuttosto.







27 commenti:

  1. Io l'ho trovato mediocre, mi sa che sono l'unico ahahah

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    1. come l'unico? Anch'io l'ho trovato mediocre, ho parlato solo di difetti ;-)
      No dai ho anche detto che è fatto bene tecnicamente (per questo il 7- ), ma lo script è contenutisticamente debolissimo!

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    2. Sei stata troppo buona con il voto, sulla sceneggiatura straconcordo con te ovviamente. :)

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    3. ah sì, ma buona perchè infondo mica mi ha annoiata! :)

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  2. Lo devo ancora vedere e sinceramente mi ispira abbastanza...

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    1. Anche a me ispirava parecchio! Poi facci sapere ;)

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  3. La metà del film rallenta troppo e diventa eccessivamente verbosa, ok vero, non è chiaro l'intento, ma è chiaro che Ayer faccia film di fratellanza maschile. Secondo me dove la pellicola da il meglio di se, è in QUEL finale, dove non si parla più, è tutto diventa disperato e di un rosso apocalittico. Concordo sia con i difetti che con il voto, a mio avviso è un film che si valuta tanto di pancia, ma la mia di pancia mi ha detto "YEAAAH!" guardando "Fury" ;-) Cheers!

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    1. Sì ma anche quel finale, seppur benfatto, è un pochetto esagerato. Ti pare che hanno avuto tutto il tempo di inscenare l'attacco al loro carro armato, ma non di portarsi dentro tutte le munizioni.. siccome stavano arrivando 300 SS poteva essere un buon piano! ;)

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  4. Sostanzialmente concordo. Mi sembra una sceneggiatura-supermarket, dice un po' di tutto, che ci pensi lo spettatore a prendere quello che gli piace e a scartare il resto.

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    1. Sì sembra anche a me così, e non ho capito se è voluto, se è una mossa subdola o se è semplice negligenza... non conoscendo Ayer non saprei dire.

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  5. Non perfetto, ma con ottimi spunti.
    La sequenza in casa delle due donne è da brividi.

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    1. sì è bella, ma anche lì, nell'economia finale del film non ho capito a cosa mirasse...

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    2. Anche a me è piaciuta molto quella scena lì,uno scampolo di pseudonormalità in una situazione allucinante come la guerra.
      E concordo con Cassidy:anche la mia pancia ha detto yeeeeah!

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    3. Anch'io l'ho guardato tutto volentieri, ma poi ci ho trovato anche molto da ridire ;)
      scusa il ritardo nel rispondere... assenze ingiustificate dal blog...

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  6. Devo ammettere che un poco mi ispira :)

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    1. a me ispirava molto! Guardalo e facci sapere. Non è assolutamente sconsigliato anche se per me non è il top ;)

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  7. Invece è una rece molto carina, pacata, intelligente ed equlibrata, complimenti.
    E hai ragione, sul finale non ci avevo riflettuto.
    Ma lui è pur sempre un ragazzo appena arrivato in guerra, non un martire destinato a morirvi.
    Credo sia per questo che Pitt, malgrado tutto, lo inviti a fuggire

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    1. addirittura 4 aggettivi per una recensione :) troppo gentile
      Non avevo pensato a questa spiegazione! se fosse stata evidente, se si fosse capita bene dal finale, ma magari anche anticipata prima, allora la sceneggiatura avrebbe avuto anche qualcosa di interessante!

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  8. Io aggiungerei anche la performance di John Bernthal, l'ho trovato grandioso. Io non ho avuto l'impressione che il film fosse pro guerra sai? Credo piuttosto che, tra i tanti scivoloni di sceneggiatura che ahimè ci sono, voglia in realtà dipingere la guerra per quello che è: spietata e, vista con occhi "civili" insensata. Ma starci dentro è tutt'altra cosa, che ne possiamo sapere noi che non abbiamo mai dovuto imbracciare un fucile e puntarlo contro un altro essere umano? Quello che col tempo ho iniziato a non condividere è l'immagine di entità a se stante che si da alla guerra, come se fosse qualcosa che si scatenata per volontà propria, costringendoci a subirne le atrocità. Non è affatto così, è un nostro parto, la guerra è figlia nostra e delle nostre pulsioni. Un esempio di questo avviene nella bellissima scena in cui Norman corre verso le macerie gridando il nome della ragazza, e Coon-Ass lo blocca con quel suo fare così appartentemente idiota e strafottente, come se non avesse davvero sentimenti come gli grida il giovane in lacrime -ed invece lui ce li ha eccome. L'uomo gli grida "La senti?! Si chiama GUERRA!" E chi l'ha scatenata sta guerra? Non è una divinità crudele, è la nostra faccia peggiore nella quale innumerevoli vite umane sono costrette a degradare a livelli mostruosi, perché non c'è altro modo per sopravvivere. Fai quello che va fatto, e se ci riesci tieni chiusa da qualche parte al sicuro la tua umanità per tirarla fuori quando tutto sarà finito.

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    1. Da quel che dici comprendo che se il soggetto e la sceneggiatura li avessi scritti tu sarebbe stato un film di molto migliore.
      Effettivamente quel che dici tu, che comincia a dipingere, forse nemmeno con troppa consapevolezza, la guerra come entità a sé spiega bene quella che io ho interpretato come un'ambiguità. Interessantissimo commento! Grazie:)

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    2. Addirittura una sceneggiatura migliore! :D Troppo buona.

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    3. Ammetterai che questa è molto raffazzonata e che col soggetto che descrivi tu nel commento acquisterebbe un certo senso. ;)

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  9. Il film in realtà è ben studiato sia nella sceneggiatura che nella scelta dei personaggi. Il messaggio del regista, e di conseguenza della sceneggiatura è volutamente aritmico, si segue l'andamento interiore dei personaggi. Il messaggio iniziale sembra quello della contrapposizione tra un animo nobile e puro come quello del giovane a quello degli altri commilitoni, tra cui lo "Spietato" capo Dan.
    In realtà nel susseguirsi delle scene si cominica a delineare quella che in realtà non è una contrapposizione ma "l'obbligata" trasformazione dei comportamenti di fronte ad una guerra ("gli ideali sono pacifici"), professiamo la bibbia e i suoi insegnamenti ma la guerra è altra cosa (la guerra è violenta), se segui gli ideali la guerra ti uccide.
    La trasformazione del giovane è un messaggio chiaro di come poi di fronte alla crudeltà del nemico si è costretti a mettere da parte la bontà d'animo e reagire per sopravvivere.
    Il momento dell'incontro con la ragazza ci comincia a far intuire che anche quelli che sembrano spietati come Dan forse hanno un animo buono.
    Comincia così a delinearsi il messaggio del regista "causa-effetto" la guerra ti esproria la bontá e ti rende freddo e spietato...In realtà nel susseguirsi delle scene, con l'aumento dei ritmi, si delinea la sofferenza e l'orgoglio dei personaggi e quindi della guerra. Ognuno di loro in realtà è di animo buono ma la guerra è violenta purtroppo. Gli ideali sono pacifici. Gli stessi che tornano in punto di morte, che ci dimostrano che anche Dan conosce la Bibbia ed è di animo buono.
    Il giovane che oramai è diventato spietato di fronte alle atrocità della guerra, spara ed è il primo che è pronto a morire, ma anche il primo ad ammettere che ha paura.
    Il tedesco quando lo scova sotto il carro armato ha un'esitazione, quella che poi salverà la vita al giovane...
    Gli ideali sono pacifici la guerra è violenta è la chiave del film...

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    1. Ciao! Benvenuto qui e grazie per il commento!
      Ti ringrazio anche per l'analisi, perché io quel 'gli ideali' l'avevo completamente frainteso o comunque non l'avevo capito, lo pensavo come gli ideali che scatenano le guerre. Con la tua interpretazione tutto prende un senso più guidato come mi hai lucidamente raccontato.
      Ammetto che il film non acquista moltissimo valore in più nella mia mente solo perché lo vedo ancora come poco incisivo nel panorama dei già tanti film del suo genere.
      Ma credo che forse lo riguarderei con questa chiave per vedere se cambia portata. :)

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  10. Ciao e grazie per la risposta e il benvenuto.
    Lungi da me nel voler far cambiare idea o giudizio sul film.
    Non so se hai/avete visitato i musei nei campi di concentramento di Auschwitz e di Birkenau, io l'ho fatto, dal giorno stesso ho cambiato idea su molte cose compresa la seconda guerra mondiale.
    Quello che trovo fantastico del film è che non so delinea , un buono o cattivo per definizione come succede molte volte in altri film.
    Si descrive come la guerra ti trasforma e ti renda "diverso" spietato.
    Ho riguardato Fury dopo due anni e sono entrato ancor più nell'ottica del regista.
    P.s. non conosco molto il blog, hai commentato solo questo movie o anche altri dove posso leggere se mai?

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    1. I racconti di guerra sono sempre molto difficili... in fin dei conti un film vuole farti fare un esperienza, ma con la guerra come si fa? Bisogna che chi vuole raccontare questo faccia bene il suo progetto a monte oppure è facile cadere in molti tranelli: eccesso di retorica, ideologia, cattivo gusto...

      Di film di guerra tra i miei commenti c'è solo questo al momento, se non erro. Comunque trovi un indice sulla destra :)
      Il blog è attualmente fermo... ma spero in una sua ripresa al più presto

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