sabato 13 giugno 2015

Commedia vecchia fa buon brodo #3: Un uomo tranquillo

The Quiet Man

Produzione USA|1952
Regia John Ford
Soggetto racconto di inizio anni 30 di Maurice Walsh
Sceneggiatura Frank S. Nugent
Fotografia Winton C. Hoch
Montaggio Jack Murray
Con John Wayne|Maureen O'Hara|Victor McLaglen|Barry Fitzgerald|Ward Bond|Arthur Shields

Ohi ohi, mi sa che questa rassegna di belle commedie fifties and sixties sia potenzialmente infinita.
Ecco qui un altro titolo che mi è decisamente caro, forse non ne troverò uno che preferisco a questo, ed è anche oggettivamente una commedia eccellente e preziosa. Alle premiazioni degli Oscar del 1953 vinse miglior regia e miglior fotografia.

Un uomo tranquillo è una storia ambientata in un piccolo paesino della campagna irlandese negli anni in cui negli Stati Uniti vigeva il proibizionismo e gli Stati Uniti erano l'America (per capirci quelli del grande Gatsby di cui si parlava qui) e gli anni in cui l'Irlanda era appena uscita dalla sua guerra con gli inglesi, in cui cattolici e protestanti cercavano di vivere in pace sotto lo stesso tetto, vecchie usanze resistevano ostinatamente nel bene e nel male e la cavalleria era ancora un valore morale. Due situazioni che non potrebbero essere più diverse di così quella della verde Irlanda e dei ruggenti States, ma infondo alla base della commedia, di questa come di tutte, c'è proprio il riconoscere che tutto il mondo è paese, che cambiano i modi di divertirsi, i gusti, cambiano i costumi, ma gli uomini sono sempre uomini e questo genere da sempre ne ricerca le tipologie e le analizza, le mette in ridicolo o al contrario ne mette in luce il positivo.
Fatto sta che Sean Thornton è un Americano alto e ben piazzato che in quel paesino irlandese ci era solo nato ed era cresciuto ascoltando i racconti che gliene faceva sua madre. Decide di ritornare alla terra natia perché cerca una vita tranquilla in una bella casa con un giardino dove poter curare delle rose. Evidentemente tutto questo, per qualche ragione che scopriremo in seguito, in America non gli era possibile, ma i paesani irlandesi si accontentano della novità che porta il suo inconsueto ritorno e così non fanno poi troppe domande.


Appena arrivato Sean incrocia lo sguardo di Mary Kit e se ne innamora a prima vista. Tuttavia non è più in America e seppur ricambiato, non sarà facile stare con lei a causa di un burbero fratello che deve prima benedire la loro unione, ma che non vuole assolutamente farlo e delle per lui inconsuete usanze di fidanzamento irlandesi. Thornton comunque rimane tranquillo e pacifico e alla fine otterrà quello che vuole lui, sposare la sua amata, ma non sarà lo stesso per quello che vuole Mary Kit. Suo fratello infatti dopo il matrimonio gli rifiuterà la dote che gli era dovuta. Un irlandese a questo punto si sarebbe battuto per la propria sposa, al di là del valore dato al denaro, ma Thornton ha degli ottimi motivi per essere e rimanere un uomo tranquillo, non può battersi assolutamente anche se rischia di perdere la donna che ama.
Di questo film non si può non notare innanzitutto la bellezza delle ambientazioni: il verde e il sasso, il paese e i pub, le architetture, il treno a vapore, i cavalli e la costa; regia e fotografia si mettono al servizio di questa bellezza per raccontarla anche allo spettatore e il risultato è una serie che non finisce di scene belle e inquadrature mai casuali.
Alcune sequenze hanno poi acquisito un valore iconico che il cinema di oggi sfortunatamente potrebbe far apparire come vecchiume: per esempio la scena del primo bacio rubato a Mary Kit da Sean quando ancora non si erano detti una parola, quel bacio sgarbato in mezzo ad un vento violento. É un riferimento cinematografico stra citato e il fatto è che questa è una scena costruita a puntino, la sua forza è nell'ossimoro che creano il bacio e l'abbraccio insieme alla tempesta. Tempesta che allo stesso tempo descrive la passione che li aveva presi prima ancora di conoscersi, non a caso lo chiamano colpo di fulmine. 


Questo accadeva quando ancora un film non aveva bisogno della scena di sesso estremo o del bacio in primissimo piano o del nudo a tutti i costi per parlare di passione. Gli bastava un abbraccio nemmeno in primo piano, ma con il giusto contorno narrativo e lo spettatore entrava agevolmente nel mood. Io gli faccio tanto di cappello, perché questo è saper raccontare. Non che una scena di sesso non possa trovare il suo giusto posto in un film, ma a volte nel cinema di oggi, e troppo spesso nella televisione, il sesso mi sembra più una meschina esigenza di produzione piuttosto che una parte vera e propria del racconto.
Gli stilemi di Un uomo tranquillo sono classici, i personaggi pure: ci sono i protagonisti, gli amici o aiutanti dei protagonisti, un antagonista che alla fine troverà il modo di essere redento, c'è il paese che chiacchiera, parteggia e partecipa e le immancabili macchiette comiche.
In questa commedia vi sono tutti gli ingredienti giusti al posto giusto. Sembra banale ma non lo è. C'è un pizzico di dramma e una buona dose di sentimento, si parla di morte, denaro, coscienza, coppia e c'è anche l'onesto ritratto critico di una società.
Sono ottime e ottimamente dirette tutte le interpretazioni. Partendo da quella di un perfetto John Wayne in panni un po' diversi dal suo solito anche se non troppo, perché qui veste quelli di Sean Thornton, un uomo passionale che ha avuto una dura lezione dalla vita e ora ne deve fare tesoro nel migliore dei modi. Poi c'è la bella Maureen O'Hara nel ruolo di Mary Kit, donna indipendente, combattiva e saldamente legata ai suoi valori, con un forte senso della dignità. Da non dimenticare il notevolissimo Barry Fitzgerald nel ruolo del simpaticissimo Michelino. 
Il finale poi è perfetto. Una scazzottata da saloon perfettamente calata nei toni della commedia. Mary Kit riesce finalmente a muovere Sean dal suo fermo proposito di non battersi mai più e lo fa con un ultimo complotto, ma non prima di avergli dimostrato che lo ama. Invece, che la sua ostinazione per quella dote non fosse un fatto puramente venale glielo farà capire più tardi. Allora viene il momento di Sean per le sue dimostrazioni e in una sequenza che è sicuramente la più divertente del film, metterà da parte le carinerie e costringerà Mary Kit ad una lunga scarpinata a piedi, tirandola e trascinandola verso la casa del fratello dove si farà finalmente dare il denaro che gli era dovuto davanti a tutto il paese dimostrando di avere quell'audacia che tutti volevano che facesse uscire. Ora io me ne torno a casa, vado a prepararti la cena!” Gli dirà la moglie prima di incamminarsi fiera verso casa. Fiera perché ora sono finalmente agli occhi di tutti, irlandesi o no, protestanti o cattolici, un marito e una moglie, uniti e combattivi.

Curiosi di sapere il prossimo titolo della rassegna Commedia vecchia fa buon brodo
Bhe, vi dirò solo che non mi dispiacerebbe fare un salto tra le commedie musicali, voi che ne dite?




8 commenti:

  1. Anonimo13.6.15

    Ci è voluto Giovanni Carpentiere a mandare al secondo posto la scena finale di questo film, ma per un sacco di tempo, è stata la scazzottata più lunga della storia del cinema, film che personalmente adoro ;-) Cheers!

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    1. Io lo stra super adoro e diffiderò di chiunque dirà il contrario ;-)

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  2. Ce lo fece vedere la prof di inglese in quarta o in quinta liceo, ovviamente in lingua originale. Purtroppo non ho un ricordo tale da poterlo commentare sensatamente, dato che essendo a scuola.... La scazzottatona me la ricordo bene però...

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    1. Anche la mia prof aveva buon gusto dato che ci fece vedere" gli intoccabili" oltre ad un documentario sull'impero britannico che mi appassionò moltissimo!
      Ma a scuola ha tutto un sapore diverso e peggiore XD ... va recuperato!

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  3. Un grande classico del passato di un grande regista: grazie per avermelo fatto ricordare!

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    1. Di nulla! Io lo rivedo spesso e volentieri! :-)

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  4. Film strepitoso per un regista tra i più grandi della Storia del Cinema.

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