venerdì 20 febbraio 2015

Cena tra amici VS Il nome del figlio

 

il-nome-del-figlio-locandinaLe Prénom vs Il nome del figlio 

 

Regia Alexandre de La Patellière|Matthieu Delaporte
Sceneggiatura Alexandre de La Patellière|Matthieu Delaporte
Con Patrick Bruel|Valérie Benguigui|Charles Berling|Guillaume de Tonquedec|Judith El Zein
Produzione Francia|Belgio|2012

VS

Regia Francesca Archibugi
Soggetto Alexandre de La Patellière|Matthieu Delaporte
Sceneggiatura Francesca Archibugi|Francesco Piccolo
Con Alessandro Gassmann|Valeria Golino|Luigi Lo Cascio|Rocco Papaleo|Micaela Ramazzotti
Produzione Italia|2015


Una casa accogliente, libri appoggiati su ogni superficie libera, un mazzo di chiavi smarrito, cibo etnico, vino e un gruppo di amici di vecchia data che si ritrova per una cena casalinga; sono un musicista, un brillante professore, un agente immobiliare burlone, la sua consorte incinta e in carriera e una maestra elementare sull'orlo della crisi di nervi. Condite il tutto con uno scherzo poco innocente riguardante il nome del nascituro, qualche equivoco e alcune grosse rivelazioni, ed ecco gli ingredienti di una cena che non si rivelerà del tutto rilassante.

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Cena tra amici si svolge tutto in un soggiorno e in una sola serata, tratto dall'omonima commedia teatrale scritta dagli stessi registi e sceneggiatori del film, è una pellicola semplice, divertente e con un piacevole taglio teatrale.
Porta comicamente alle estreme conseguenze il tema della diversità tra amici e tra marito e moglie, mostrando i fraintendimenti, i compromessi, le assurdità e gli intrighi che ne possono uscire senza comunque, in fin dei conti, riuscire a scalfire il legame di affetto che li lega. cena-tra-amici-patrick-bruel-guillaume-de-tonquedec-foto-dal-film-4_mid8889_bigcena-tra-amici-L-1xwQYK1

Il gruppo degli interpreti è composto da cinque bravi attori ben amalgamati tra di loro. I lunghi dialoghi sono sempre vivaci, rispettano i tempi comici e si allacciano l'uno all'altro fino alla fine della serata. Anche nel crescendo dell'assurdo, che si ha verso il finale, il film resta sempre un unico organismo ben congegnato.
L'epilogo della vicenda, che fa spostare lo spettatore dall'ormai noto soggiorno all'ospedale dove sta nascendo il bimbo del cui nome s'era tanto discusso, può forse risultare un surplus, ma infondo non guasta e aggiunge un finale gioioso.

Non si può elogiare allo stesso modo la sua brutta copia italiana: Il nome del figlio.38996_pplil-nome-del-figlio-archibugi-nuova-clip-dal-film-newsLe innovazioni rispetto all'originale sono poche e allo stesso tempo calcolate male. Infatti questo film non ha più quel taglio particolarmente teatrale e quell'organicità nel susseguirsi dei momenti del racconto. Ne Il nome del figlio le varie discussioni e le varie fasi della serata sono divisi e scanditi dallo spostarsi dei personaggi in vari ambienti della casa. Una scelta, questa, che può piacere o meno, ma in alcuni punti lo spezzettare toglie molta della forza comica che aveva la sceneggiatura francese. Vi è poi il tentativo di inserire degli scorci tipicamente italiani, un esempio per tutti il pezzetto “grande bellezza romana”; perché non ci sembra un film abbastanza italiano se non parla almeno un poco di Roma.32468081_il-nome-del-figlio-0 
Inoltre i personaggi sono stati riscritti e risultano, anche senza il confronto con gli originari, molto deboli, perché troppo stereotipati e poco amalgamati tra di loro. Questo fatto è poi messo in risalto e aggravato dalla scelta di alcuni degli attori, che sono, nel mondo televisivo e Il-nome-del-figlio-cinematografico italiano, dei personaggi già troppo iconici per calarsi bene in una commedia di questo genere e nei ruoli che gli sono assegnati. In particolar modo Rocco Papaleo, che non riesce a rendere credibile quel personaggio così distante dal suo.
Innovativo è anche il tentativo di far partecipare alla commedia i figli dei padroni di casa, che in Cena tra amici, sono solamente accennati. Questa poteva essere un’idea vincente, invece i bambini in questione hanno un ruolo di cornicetta decorativa per tutto il film. Tanto che ad un certo punto vi è una scena “momento mamma e figli" un po' più lunga delle altre e risulta veramente inutile e fuori contesto.
Infine, cara Francesca Archibugi, una nota di demerito non te la toglie nessuno per l'idea di mettere nel finale del film il vero parto di Micaela Ramazzotti. Questa non è sperimentazione cinematografica, questo è il disperato tentativo di attirare l'attenzione. E pensare che il talento ci sarebbe considerato il curriculum, ma dov'è ora?

In sostanza, cari connazionali, ritentate che forse sarete più fortunati... oppure no.

 

il nome del figlio

 

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