mercoledì 8 luglio 2015

Predestination - tutti predestinati ad amare questo film?


Produzione Australia|2014
Regia Michael e Peter Spierig
Sceneggiatura Michael e Peter Spierig
Soggetto Robert A. Heinlein
Con Ethan Hawke|Sarah Snook


Ecco quello che scriverei della trama per cercare di non far spoiler e rendere il più possibile l'atmosfera di Predestination:

Il protagonista del film è un agente temporale. Il suo lavoro è sventare grossi crimini prima che accadano, tornando nel passato e cambiando il corso del tempo e saltando nel futuro per sapere cosa accadrà. É bravo, ma c'è una missione che non è mai riuscito a portare a termine per quanto ci sia andato sempre più vicino: impedire l'attacco di un pazzo terrorista che negli anni '70 ha messo in ginocchio New York.
Tuttavia è arrivato il momento di smettere di tentare. Ora è arrivato alla sua ultima missione, che i suoi superiori gli ricordano essere di natura decisiva. Il terrorista non è più un suo problema per quanto riguarda loro, ma per lui rimane un pensiero fisso. Scopriremo presto che il suo ultimo e importantissimo compito non sarà solo una missione di polizia, avrà molto più a che fare con la sua esistenza stessa.

Vero che non ho fatto spoiler? É possibile dunque.
Ma soprattutto vorrei sottolineare che non era necessario fare un trailer che lo facesse sembrare un Minority Report 2 per non fare spoiler, suvvia! Che poi la gente (io) ci rimane male quando scopre che non solo Predestination non ha nulla a che fare con Minority Report, ma non è nemmeno un thriller, nemmeno per sbaglio.
La prima parola che mi viene in mente per descrivere questo film è “sconclusionato”. Non sa che tema trattare, non sa con che genere farlo, non è che è originale, è che non sa.
Non mi è piaciuto particolarmente per quanto non sia tutto da buttare. La prima metà di film è un racconto nel racconto ed è troppo lunga, finisce per diventare noiosa molto presto. I colpi di scena non sono tali perché si possono agevolmente intuire molto in anticipo (tutti quanti). E non è perché sono banali, ma perché il film è articolato male: ricerca forsennatamente il colpo di scena e allo stesso tempo te lo svela. Ironico ma triste!
Ci ho pensato a lungo e ho capito la ragione di questa sconclusionatezza dilagante: è colpa dei registi e sceneggiatori. Sono gemelli! Fidatevi, parlo per esperienza personalissima, due gemelli non possono fare un film a quattro mani, o finiscono per tagliarsene almeno tre o finiscono per fare un film sconclusionato. Loro lo scrivono e lo dirigono assieme e, non soddisfatti, uno dei due ne scrive anche la musica.
Ho controllato e pare che abbiano ancora quattro mani in due, traete le vostre conclusioni.
Scherzi a parte, di quanto ho appena dichiarato c'è qualcosa di vero, ossia il fatto che ci ho pensato a lungo, tanto che ho voluto anche leggere il racconto da cui è tratta questa sceneggiatura: All You Zombies, racconto brevissimo di Robert A. Heinlein, datato 1960.

DA QUI SPOILERIAMO UN POCHINO, DAI!

Il racconto è un paradosso temporale, nulla di più, nulla di meno.
L'agente temporale (lo stesso del film) sta facendo un reclutamento per l'ufficio per cui lavora e alla fine comprendiamo che ha reclutato sé stesso. Grazie al racconto della recluta capiremo poi (per quanto sia possibile afferrare un paradosso) come e quando questo sia stato possibile.
Lui non è solo lui, lui è padre e madre e figlio di sé stesso in un ciclo che non può mai esaurirsi, finché quella missione di reclutamento verrà portata a termine lui è infinito. Per cui il resto del mondo è composto di morti viventi, di gente che dal suo punto di vista viene dal nulla e va nel nulla.
Il racconto è efficacissimo per la sua brevità e per il fatto che l'ultimo tassello del puzzle arrivi solo alla fine. Ma soprattutto sa cosa vuole raccontare. Tramite il paradosso temporale genera un essere umano che sa da dove ha origine e dove andrà a finire, che ha la risposta a questi scomodissimi quesiti esistenziali e ogni tanto lo ricorda a sé stesso, I know where I come from, bat where did all you zombies come from?, e la domanda finale che il racconto vuole suscitare è altrettanto chiara: che consolazione può avere l'uomo del paradosso da questa consapevolezza, per la sua vita, per i suoi mal di testa, per il suo bisogno d'amore?
Trarre da tutto ciò un film altrettanto funzionante non era sicuramente cosetta da nulla, ma i gemelli registi ci provano comunque e quel che ne esce è una zuppetta annacquata. Forse chi l'ha considerato un capolavoro ha beccato la crosta del Grana Padano e si è entusiasmato, io invece sono andata a letto con lo stomaco che brontolava. (Sì, in questa recensione sono inseriti prodotti a fini pubblicitari)
Comunque, come già dicevo, il film non è da buttare, si guarda volentieri fino alla fine. Solo che alla fine non si può negare che si racconta proprio male.
Lo tengono su le ottime interpretazioni dei due protagonisti: Ethan Hawke e Sarah Snook. C'è da dire che il trucco di lei in versione uomo è inguardabile. Considerato che lei come donna, da trama, doveva essere poco attraente, forse la scelta migliore sarebbe stata di affidare questo ruolo fisicamente ambivalente ad un uomo, o semplicemente darle un aspetto meno alla Leo Di Caprio epoca Titanic se avesse sofferto di mal di mare. Questo amplia il merito della Snook, che nonostante tutto offre un interpretazione assai credibile.
Lo buttano giù invece le tematiche sparse a caso, non portate avanti, presenti palesemente solo per allungare la pappa. Vi faccio i primi esempi che mi vengono in mente.
E se lo portassi davanti a te l'umo che ti ha rovinato la vita? Lo uccideresti?” Questa frase risuona più volte e lo spettatore la tiene giustamente a mente pensando che sarà una tematica da sviluppare, ma invece no, semplicemente ad un certo punto non se ne parla più. Sarebbe stato interessante, forse.
Oppure: la scena in cui Ethan uccide il sé stesso vecchio è una bomba. Ma solo perché Ethan è Ethan. Tuttavia cosa vuole rappresentare? Il film forse dovrebbe tentare di spiegarmelo, forse.

 
E ancora: il titolo dice Predestinazione, il protagonista dice “Abbiamo sempre una scelta”, il film è indeciso, non dice nulla, per astenersi meglio anziché intavolare una riflessione sulla cosa ti confonde le idee maggiormente.
L'altro film di cui è saltato fuori il titolo in questo commento diceva una cosa nel titolo e di quella parlava per tutto il film: rapporto di minoranza, il baco nella previsione del crimine.
Forse Predestination avrebbe dovuto concentrarsi su una tematica a sua volta e dare valore a quella, per esempio poteva parlare di predestinazione come suggeriva il titolo. Oppure come il racconto a me suggeriva avrebbe potuto concentrarsi sulle conseguenze del paradosso raccontato, ridurre drasticamente la prima parte di film e farci conoscere meglio nella seconda l'interiorità di quell'uomo che, ora che ha portato a termine quella missione che permette al paradosso di continuare ad essere, forse non sa più chi è. Cosa sarebbe successo se avesse fatto delle scelte diverse, avrebbe potuto? Il paradosso è comunque predestinato a perpetuarsi? Ah bho!

Magari sono io che non sono in grado di pensare quadrimensionalmente, ma dubito fortemente. La teoria dei gemelli e del numero delle mani è molto più credibile, infatti se questa recensione vi pare sconclusionata io vi assicuro che è perché non avete idea di come sarebbe se la scrivessi a quattro mani con la mia gemella. Una cosa è certa: ci sarebbe molto più sangue.

Detto ciò a questo film assegno un 6.

18 commenti:

  1. Confermo tutti i tuoi dubbi (lo trovi commentato anche dalle mie parti) ma anche il fatto che intrattiene, in ogni caso voglio un commento con la tua gemella, a me piace il sangue, anche quello quadridimensionale ;-) Cheers!

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  2. Come sai, io l'ho trovato molto chiaro nei significati, ed anche un gran bel film d'intrattenimento. :)

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    1. Ci sta l'intrattenimento, non nella prima parte che è noiosa!

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  3. Lo vedrò a breve, mi ispira abbastanza sinceramente...

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    1. Anche a me ispirava.
      Mi raccomando però non credere al trailer ;)

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  4. Come già sai, io la penso in maniera diametralmente opposta. Però sono d'accordo almeno su una cosa, i distributori dovrebbero smetterla di imbellettare i film per farli sembrare qualcosa di diverso. A mio parere finiscono per creare spettatori delusi con conseguente ricaduta negativa sul film stesso.

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    1. Vero! Almeno questo film mi pare stia avendo successo :)

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  5. Mi ispira abbastanza. Se mai riuscirò a vederlo,dopo tutti i casotti che ho ultimamente, ti farò sapere.

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    1. Spero si risolvano i casotti e aspetto pareri ;-)

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  6. un 6 merita di essere visto?
    ora ci penso

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    1. Certo un 6 merita! :)
      Questo va proprio visto perchè ha diviso molto, per alcuni è estasiante addirittura. Quindi consiglio di guardarlo, magari sei tra quelli che rimarrà estasiata!

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  7. Uno dei pochi film che è riuscito a catturarmi completamente, nonostante i paradossi che hanno rischiato di farmi esplodere la capoccia. Più che altro continuavo a chiedermi: è nato prima l'uovo o la gallina????

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    1. bhe che sia nato prima l'uno o prima l'altro l'importante è poter fare il tiramisù! ;-)

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  8. Non concordo su alcuni punti, perché ho avuto l'impressione che il film avesse bene chiaro cosa volesse dire, ma da come ne parlavi mi aspettavo un giudizio più severo.

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    1. Scusa il ritardo epocale el rispondere ;)
      Sì il film alla fine non è proprio da buttare ma a distanza di tempo dalla visione posso confermare: non ha nulla di memorabile.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Forse ce l'ha chiaro ma mette troppa carne al fuoco

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