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domenica 19 marzo 2017

Consigli per la serata: missioni spaziali e non

~ Gravity ~ 

 
Fantascienza secondo Alfonso Cuaron con tanta Sandra Bullocke un po' di George Clooney.
E' un film ambientato fuori dall'atmosfera terrestre, ma la storia è molto umana. C'è una mamma ferita, una donna che sopravvive con addosso la consapevolezza di non aver più nulla da perdere, che durante questa avventura fantascientifica riuscirà ad accettare che non è così e proteggerà la sua vita con forza.
Cuaron ci regala una rappresentazione dello spazio che comunica allo spettatore attraverso la perfetta orchestrazione di suono e immagine. Davvero da non perdere!
IRIS h 21:00



~ Mission ~


Candidato a sette premi oscar nell' '87 Mission è una visione abbastanza imprescindibile, non fosse altro che per conoscere l'origine del tema Gabriel's Oboe che tutti avrete sentito.
Gabriel (Jeremy Irons) è un missionario gesuita, metà del diciottesimo secolo, e grazie alla musica riesce a farsi ascoltare da una popolazione tribale, costruisce la sua missione accanto ad un insolito compagno (Robert de Niro), un assassino e schiavista alla disperata ricerca di sollievo dal peso delle sue colpe.
Ve lo dico: finisce malissimo.
Rai Storia h 21:10



Spanglish invece è una commedia dall'intento più che intelligente e interessante, ma risolto in maniera stupidella, peccato!
LA7D h 21:05 
 


Intervista col vampiro non l''ho ancora mai visto, ditemi voi!
Paramount Channel h 21:10




Australia è un insolito Baz Luhrmann, insolito perchè è un dramma romantico molto classico. Da vedere anche solo per Nicole Kidman e Hugh Jackman, che io non disdegno per nulla.
NOVE h 21:14



Insomma c'è ampia scelta... in ogni caso, BUONA SERATA


sabato 9 aprile 2016

Con poche parole: Race – Il colore della vittoria

Dopo un primo tempo piatto e poco accattivante la seconda parte si fa più cinematografica. Questo però non basta per poter concedere al film un voto d'eccellenza.

La parola race in inglese significa corsa/gara, ma anche razza. Volendone fare un problema linguistico, nel 2016 bisognerebbe avere già chiaro che il concetto di razza non si può utilizzare se stiamo parlando di uomini, infatti siamo tutti della stessa categoria: siamo esseri umani, una sola razza. Ma ancora tuona il cannone!
Ottant'anni fa, epoca dei fatti di Race, questo concetto era ancora meno chiaro (o così preferiamo semplicisticamente dire) ed è anche di questo che vorrebbe parlare il film mentre racconta la storia dei successi dell'atleta nero Jesse Owens alle olimpiadi di Berlino del 1936. Per via delle politiche razziali che stava intraprendendo la Germania, molte nazioni scelsero di boicottare l'evento, l'America decise invece di parteciparvi. 

Il film fa il suo dovere narrativo, se così si può dire, ma nulla di più.
La sceneggiatura è quasi interamente scritta col manuale del film biografico-sportivo e questo è probabilmente il suo punto più debole. I momenti che alla fine risultano pensati e scritti appositamente su questa storia, su queste vicende, sono pochi, troppo pochi. 
Il risultato è che tra il pubblico c'è chi non si accontenta e pensa che avendoci messo un po' di scrittura in più questo film avrebbe potuto essere più comunicativo, magari avrebbe rischaito di diventare meno concreto, ma forse sarebbe stato più vero.
In fondo non è questo il cinema?