giovedì 21 novembre 2019

Cosa esce oggi al cinema? - 21 novembre


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VERTIGO - LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE (USA 1958) uno dei capolavori di Alfred Hitchcock con Kim Novak e James Stewart è di nuovo in sala da lunedì 18 distribuito da Cineteca di Bologna. Ne approfitti chi può! L'UFFICIALE E LA SPIA (USA) Decisamente il film più atteso della settimana, chiacchierato sì, ma sempre meno del suo regista, Roman Polanski, che più che chiacchierato è largamente contestato. Cosa legittima e comprensibile, tuttavia il film sembra comunque essere ottimo e si è conquistato il Gran premio della giuria a Venezia. Il racconto è un noto capitolo della storia e della politica francese: l’affaire Dreyfuss. CETTO C'È, SENZADUBBIAMENTE (Italia) Torna al cinema Cetto La Qualunque: un personaggio comico e satirico ideato e interpretato da Antonio Albanese, già portato sul grande schermo con le commedie “Qualunquemente” (2011) e “Tutto tutto niente niente” (2012). Diretto da Giulio Manfredonia e co-sceneggiato da Albanese. ASPROMONTE - LA TERRA DEGLI ULTIMI (Italia) Primi anni ‘50, Appennino calabro, in un paesino non ancora raggiunto nemmeno dalla corrente elettrica arriva una maestra di Como e ha tutte le intenzioni di rendersi utile. Lo stanno definendo un western atipico, è un film di Mimmo Calopresti con Valeria Bruni Tedeschi e Marcello Fonte. LIGHT OF MY LIFE (USA) Scritto diretto ed interpretato da Casey Affleck. È il suo debutto registico nel cinema di finzione e lo fa con una storia distopica: sulla terra un virus ha sterminato quasi tutto il genere femminile ed un padre e la sua bambina sono costretti a nascondersi e lei a fingersi un maschio per non correre rischi. COUNTDOWN (USA) Genere horror (forse). Circola una nuova app: ti dice quanto ti resta da vivere, previsione che, qualunque cosa tu faccia, si rivelerà sempre comunque corretta. Vi ricorda qualcosa? Suvvia, non è copiare, è progresso tecnologico, il VHS è ormai obsoleto. In più STORIA DI UN MATRIMONIO (USA) con Scarlett Johansson e Adam Driver è da lunedì 18 in alcune sale e sarà su Netflix dal 6 dicembre. Cosa andrete a vedere? 🤩
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giovedì 14 novembre 2019

Living with yourself: Paul Rudd e Paul Rudd al loro meglio in una serie che rimane un po' sotto tono

Otto episodi brevi, scritti da Timothy Greenberg e diretti dai coniugi Jonathan Dayton e Valerie Faris, registi di Little Miss Sunshine. Distribuita su Netflix, ottobre 2019.
...

Cosa può esserci di peggio del dover vivere con sé stessi? Probabilmente dover letteralmente convivere con sé stessi.
Invece cosa può esserci di meglio di Paul Rudd in una serie tv? Ovviamente, due Paul Rudd nella stessa serie!

Avete presente quella cosa nella vita in cui inciampate di continuo? È sempre lì, ancora nello stesso posto, medesime dimensioni, eppure vi ostinate a finirci goffamente contro ogni volta. É quel problema che non vogliamo vedere, la tristezza che non vogliamo curare, un dubbio che non vogliamo ammettere, sono le insicurezze per cui non vogliamo chiedere aiuto. Proprio come una credenza vintage parcheggiata in un corridoio pensando che diventerà il simbolo dell’unione della propria famiglia e invece è solamente un ostacolo contro cui sbattere e motivo di battibecchi. Perché un oggetto in fondo non ha nessun potere e credere che ce l’abbia è solo un modo per sollevare sé stessi dalla responsabilità di trovare la forza. (Fucking credenza!)

Adoro, in un film o una serie, l’attenzione per questi piccoli dettagli simbolici che fanno da sottotitolo ad una situazione concreta e allegorica allo stesso tempo. Per questo non me la sento di bocciare Living with yourself, perché tenta davvero di fare delle cose carine e voglio vedere se per la seconda stagione (se mai ci sarà) riuscirà a sistematizzarle meglio, perché le carte le avrebbe avute, il punto dolente è come se le è giocate.

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sabato 2 novembre 2019

Yesterday – se i Beatles non fossero mai esistiti ma tu sapessi le loro canzoni?

Di Yesterday ho visto il trailer per caso e già mi aveva fatto ridere la sua trovata bizzarra. Si immagina un mondo in cui improvvisamente i Beatles non sono più esistiti, nessuno sa più chi siano. Solo un musicista di scarso successo inspiegabilmente se li ricorda e conquista il pubblico di tutto il mondo spacciando come sue le loro iconiche canzoni.
Avendo poi scoperto che la sceneggiatura è di Richard Curtis e la regia di Danny Boyle, inevitabilmente mi erano nate delle aspettative di un certo livello riguardo a questo film. Si tenga presente che Richard Curtis ha scritto tutte le mie commedie preferite tra quelle degli ultimi venticinque anni. Vi cito solo una top 3 per brevità: Questione di tempo, Love Actually e Notting Hill. Robetta da nulla, insomma.
Aspettarsi una cosa al livello di quelle sopracitate è stato un po' azzardato, me ne rendo conto. Peccato, perché in realtà il film è oggettivamente carino, divertente e leggero e realizzato con uno stile che almeno non è del tutto spiccicato a ciò a cui siamo abituati.

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Hey, c'è nessuno?

Ciao a tutti vecchi compagni di blog, se ancora ci siete.
Senza dire più di tanto mi riaffaccio qui dopo più di due anni perché mi serve di nuovo questo spazietto per scrivere di film.

Non è tutta colpa mia però!
Un'amica, che da qui in avanti chiameremo “la mia socia”, mi ha offerto di collaborare per una pagina Instagram a tema film.
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Seguiteci!
Ogni giorno mettiamo nelle storie  i film in programma in TV, e ne commentiamo uno in un post serale. 
Perché ogni sera è buona per vedere un film!
Troverete in più tantissimi altri contenuti cinefili, tra cui recensioni che per non dover rientrare negli stretti limiti di Instagram approderanno su questo blog.
Ovviamente sfrutterò questa occasione per tornare a leggervi e commentarvi, che era una delle cose che preferivo fare. Battete un colpo se ci siete, spero di vedervi spesso qui in giro.
In arrivo oggi: recensione di Yesterday, stay tuned
Sam
  

domenica 30 aprile 2017

Due parole su Guardiani della Galassia Vol. 2: spacca i cuBi o no?


Sì, il film spacca i cubi!
(censored by Rocket Raccoon)

Ditemi voi, cosa c'è di meglio di una sala piena che ride di gusto?
Per di più a siparietti targati Disney, il che significa che la volgarità è off-limits, l'accesso alla zona risate facili è severamente proibito.

Il cinema offre anche questo a chi sceglie di concederselo: intrattenimento bonaccione, chiassoso, egocentrico, ma anche abbastanza intelligente, giustamente folle (unico modo per avere qualcosa di nuovo da dire) in uno stile amabilmente ironico e canzonatorio nei confronti di quei toni epici che più spesso contraddistinguono i film di supereroi.

Questo Guardiani della galassia trova la sua forza, ancor più del primo, nelle esplicite diversità dei personaggi in contrasto con un desiderio profondo di aiutarsi a vicenda. Il legame che li tiene insieme e che li rende forti è ora radicato anche se non sempre maturo: ciò li rende una vera e propria famiglia e l'importante in questi casi è sapersi riconoscere come tale.
In questo aspetto mi ha ricordato molto i toni de Gli incredibili, ve lo ricordate? Insomma, non si può certo dire che la Disney abbia limitato i film Marvel.
Per più cupezza e un pizzico di amoralità abbiamo visto con Logan che potrebbe sopperire la Fox.

Questo film gioca molto bene tutte le sue carte vincenti.
Baby Groot è la dolcezza e Drax l'anima della festa.


Tuttavia il ritmo è decisamente altalenante, non tanto da annoiarsi se si riesce ad apprezzare il resto, ma non si può negare che a questo film sarebbe servito un buon lavoro di lima. In fondo la lunghezza è eccessiva e qualche scena in meno non avrebbe fatto male.

Io mi sono divertita comunque e, lo ribadisco, chi mai lo disprezzerebbe un po' di spensierato e sano divertirsi? 

 

martedì 11 aprile 2017

13 reasons why - Non ho più speranza, ho sempre la vita

Nuovo capitolo della rubrica #colpaDiNETFLIX

Quando un film è molto amato o molto odiato generalmente faccio un sacco di giretti virtuali per farmi un'idea di cosa ne pensa la maggior parte dei sui fruitori. Tanto che quando arrivo a parlarne a volte vorrei discutere più di come è stato visto dagli altri che di come l'ho visto realmente io. C'è qualquadra che non cosa, direte giustamente voi.
Da questo punto di vista fu eclatante il caso Inside Out. Nel complesso poteva quasi risultare che non mi fosse piaciuto e invece il punto era che avevo sentito solo lodi e lodi al suo contenuto così fortemente filosofico e mi sembrava così fortemente esagerato che il mio commento partiva già in conflitto con quell'idea, ma questo non significa che il film in sé non mi avesse colpito. Molto bellino sì, ma nella mia testa per tutt'altre ragioni.
Uguale accade ora per questo 13 reasons why. Per cui mi vien da dire solo una cosa “Fuggite... sciocchi!” Fuggite dal mio commento finché siete in tempo.
Si da il caso che nelle mie peregrinazioni virtuali in cerca dell'opinione più diffusa io abbia sentito praticamente solo una cosa: “questa serie ti cambia” “dovrebbe essere vista nelle scuole” Da cui deduco che per i più il contenuto di questa serie sia fortemente educativo e possa insegnare cose a dei giovani ragazzi.
Per quanto il tema dell'educazione mi stia molto a cuore ho le idee abbastanza confuse a riguardo. Non ho risposte, ho solo domande, impressioni, esperienze.