martedì 3 novembre 2015

Come se avessi visto molti "thriller": Prisoners, The Tall Man, The ledge

Torno al mio posticino su internet un po' vergognandomi e il motivo è questo:
Non commento, sono molto delusa da Sam! Ma ho tanta voglia di recuperare anche se poco tempo per farlo. Riuscirò a mettere due cifre di fianco a novembre? Chi vivrà vedrà.

Ho diviso circa per generi i film che ho visto nell'ultimo mese di cui non ho parlato ed ecco qui il primo gruppo. Ne parlerò molto brevemente.

Oggi si parla di thriller!



Prisoners - 2013, Denis Villeneuve


Ingredienti: Thriller drammatico, bambini rapiti, il dolore per una simile tragedia che trasforma gli uomini e le donne, il dolore di quei bambini una volta cresciuti.

É senza dubbio un film con la effe maiuscola questo Prisoners, anche se verso metà film ne ho dubitato e i dubbi che ho avuto erano giustificati e ne costituiscono la pecca vera. Infatti ad un certo punto cominciano ad esserci un po' troppi dettagli che è chiaro che probabilmente non troveranno tutti una loro risoluzione, c'è un momento in cui la storia si disgrega troppo e questo assieme al suo ritmo fino a questo punto lento e costante non aiuta a tenere alta l'attenzione. 
Come detto il ritmo era lento e costante ma, nel mentre, un'ottima accoppiata tra regia e fotografia faceva salire e scendere la tensione a suo piacere.
La parte finale tuttavia è davvero degna di nota e dà anche una sferzata di ritmo al racconto, cosa che non gli fa per nulla male. Notevole è anche l'interpretazione di Jake Gyllenhaal, che per l'occasione si fa venire un tic agli occhi, sapientemente sfruttato per la presentazione di un protagonista che dipende quasi interamente dalla sua recitazione.
La storia poi segue un binario piuttosto drammatico e lo fa solo attraverso la caratterizzazione dei personaggi e del loro modo di reagire al dolore della perdita, della mancanza o in generale di reagire alla vita, così lo spettatore deve fare i conti anche con i loro evidenti drammi interiori. É una maniera sicuramente difficile di raccontare, a mio avviso non sempre controllata benissimo, ancora una volta per il motivo dei tanti dettagli non giustificati, ma questa in fin dei conti non è una pecca predominante nell'economia del film, che infatti fa davvero bene il suo dovere.

Avviso ai naviganti: Prisoners sconfina spesso e volentieri nell'horror, ma è tutt'altra cosa.

Voto: 7/8


I bambini di Cold Rock (The Tall Man) - 2012, Pascal Laugier


Ingredienti: bambini scomparsi, una linea sottile tra giusto e sbagliato, buoni e cattivi che si confondono.

!Spoiler Alert!

I bambini di Cold Rock mi ha lasciata un attimo interdetta, non sapevo bene se mi fosse piaciuto o meno e se sì perché. Pensandoci direi che il film si fa guardare piuttosto bene, ma qualcosa mi ha disturbata.
Interessante è la sua struttura che, dopo un inizio che faceva presagire uno svolgimento classico, un colpo di scena inaspettato ti catapulta in una dimensione diversa e cominci a farti domande diverse. Il finale tuttavia è un po' debole: scivola troppo velocemente verso la rivelazione dell'intrigo ed è poco incisivo.
É lo script, con dettagli poco curati e personaggi poco approfonditi, a non essere più all'altezza di una struttura interessante. Inoltre alla fine il film lascia scombussolati perché non si riesce a scegliere un personaggio in cui identificarsi, uno dal cui punto di vista guardare il racconto. Forse questo è voluto o forse no, ma a mio avviso un minimo di indicazioni in più per lo spettatore avrebbero solo reso più appetibile la visione.

Avviso ai naviganti: Credo sia il tocco francese che lo rende così ambiguo, borderline, che mi fa dire che non sono sicura che mi sia piaciuto.

Voto: 6/7



Punto d'impatto (The ledge) – 2011, Matthew Chapman


Ingredienti: tradimento, follia, fanatismo

Mi dispiace molto che Punto d'impatto sia stato una delusione, perché me lo aveva consigliato Sofàsophia in quel post (Come quando hai voglia di vedere un buon film) che scrissi tempo fa (sì, non ho dimenticato tutti i vostri gentili consigli, pian piano vedrò e commenterò tutto, giurin giurello!). D'altronde la prima scelta di Sofàsophia su cosa consigliarmi era ricaduta su Nolan e lì avrebbe beccato in pieno cosa può piacere a Sam.
Credo proprio che questo film lo abbiamo visto con spirito davvero diverso perché a me anziché lasciare senza parole ha infastidito, in senso negativo, l'ho trovato insignificante sotto tutti i punti di vista.
Prima di tutto la storia è banale o meglio evanescente, diciamo che la storia quasi non c'è. Ciò che c'è è solo una lunga serie di luoghi comuni messi assieme in modo davvero poco interessante. 
Il film si apre con un uomo in piedi sul cornicione di un alto palazzo ed è in procinto di buttarsi. Sarà lui a raccontare la sua storia ad un negoziatore chiamato per persuaderlo a non compiere l'estremo gesto. Un pretesto simile può offrire la possibilità di narrare qualsiasi cosa in maniera tesa, drammatica, forte, ma nemmeno questo vantaggio viene sfruttato. Basti sapere che i due a momenti mantengono la stessa posizione e lo stesso tono di voce per tutte queste scene di cornice.
Con un minimo di acume si può presupporre che il film volesse essere una critica al fanatismo religioso, ma davvero questa era la storia per parlarne? Questi i personaggi? Questi i dialoghi? Io credo proprio di no.

Avviso ai naviganti: davvero, potete evitare, fidatevi.

Voto: 4

12 commenti:

  1. Anonimo3.11.15

    Denis Villeneuve è molto bravo, sono d'accordo con te, anche se "Prisoners" mi è piaciuto più per la messa in scena che per la sceenggiatura.
    The tall man l'ho trovato solamente moscio e pretenzioso invece, troppo cose di natura diversa mescolate insieme. The ledge invece concordiamo, è pessimo e basta ;-) Cheers!

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    1. sì, in realtà sugli aggettivi che rivolgi a the tall man potrei essere d'accordo, ma non so, ha i suoi lati positivi...

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  2. Visti tutti e tre. Brutto l'ultimo, bello ma un po' irrisolto Prisoners, affascinante quel The Tall Man con una Biel bravissima.

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    1. io non l'ho trovato irrisolto, alcuni, troppi dettagli lo sono, ma il film in sè si conclude e secondo me anche bene! Mi è piaciuta la fine :)

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  3. Prisoners per me magnifico sotto tutti o quasi i punti di vista.
    The Tall Man se la cava bene, anche se non è certo eccezionale.
    Il terzo mi manca.

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    1. devo ammettere che se il terzo ti manca non ti manca nulla di essenziale ;)

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  4. Aaah Prisoners!! Quanto vorrei rivederlo! Mi era piaciuto davvero tanto!

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  5. Prisoners mi è piaciuto molto; film lungo ma non un minuto di noia.
    I bambini di Cold Rock carino, ma niente di che e la prova è che sono andato a leggere la trama su wiki per ricordarmelo :D

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    1. Anch'io non l'ho trovato noioso, mentre ho trovato un po' più scialbo The tallman.
      invece ne parlavo con un'amica e lei ha detto proprio il contrario. Molti hanno trovato Prisoners lento, per me era il suo ritmo naturale e la tensione c'era eccome! :)

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    2. C'è la tensione data dal susseguirsi degli eventi in maniera frenetica e la tensione data dalla lentezza, perché vorresti che la situazione evolvesse più velocemente, ma ciò non avvenendo ti crea appunto tensione. Per questo film è come dici tu, non avrebbe avuto senso uno sviluppo adrenalinico dei fatti.

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    3. sì, concordo! :)

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