venerdì 29 maggio 2015

Commedia vecchia fa buon brodo #1: Il principe e la ballerina

OFF TOPIC: Mi sono ormai arresa alla tragica dipartita di Windows Live Writer, ma se qualcuno sa consigliarmi una valida alternativa gliene sarò grata. Non so come faccia il mondo ad usare l'editor di Blogger senza farsi venire l'orchite. (e fu bandita da Google per sempre)

Detto questo, si passi ad argomenti più edificanti.
 

The Prince and the Showgirl

Produzione Regno Unito|1957
Regia Laurence Olivier
Soggetto e sceneggiatura Terence Rattigan
Con Marilyn Monroe|Laurence Olivier|Sybil Thorndike|Jeremy Spencer|Richard Wattis

giovedì 28 maggio 2015

Il grande Gatsby – il dramma romantico è sempre specchio del suo tempo



 The Great Gatsby
Produzione
USA|Australia|
2013Regia Baz LuhrmannSoggetto dal romanzo omonimo di Francis Scott FitzgeraldSceneggiatura Baz Luhrmann|Craig PearceMusiche Craig ArmstrongScenografia e costumi Catherine MartinCon Leonardo DiCaprio|Tobey Maguire|Carey Mulligan|Joel Edgerton|Elizabeth Debicki


Nick sogna di diventare scrittore, ma non ci crede abbastanza. Si trasferisce a New York presso la baia di Long Island per iniziare a lavorare in borsa. Dall'altro lato della baia abita già sua cugina Daisy che è sposata ad un uomo ricco e ha una figlia. La grandissima casa del suo vicino è invece una specie di mistero: è di proprietà di un certo Jay Gatsby che non si fa vedere spesso, ma ogni settimana la sua villa è aperta per feste grandiose, dove si riversa tutta la città in cerca di divertimento e lusso. Ma perché quell'uomo appare così riservato e così mondano insieme? La risposta è una storia d’amore e anche di molto altro. 
 
Siamo a New York e sono i ruggenti anni venti, un decennio paurosamente in bilico.
Si combatte la guerra e poi si lotta per dimenticarla e farla dimenticare.
Automobili, lusso e divertimenti, alcool, il charleston e il jazz, donne dall'aspetto di bambole tristi, e tra tutto questo Gatsby, uscito dalla penna di un narratore della sua epoca.
Gatsby? Quale Gatsby?
Gatsby é un eroe di guerra, uno che una volta ha ucciso, un truffatore e un adolescente al suo primo appuntamento, un uomo dalla straordinaria propensione alla speranza e un illuso, privo e pienissimo di sentimenti allo stesso tempo. Gatsby è tante cose insieme, come il tempo di cui si fa incarnazione in questa storia. A raccontarcela è un ragazzo alla soglia dei trent'anni, il suddetto Nick: anonimo, impacciato e incline ad assolvere il ruolo di reggimoccolo (non a caso qui interpretato dalla facciotta sveglia di Tobey Maguire).
Nick ci accompagna durante il racconto sentendosi in continuazione sia fuori che dentro. Che è come quando sentiamo il desiderio di smettere di essere protagonisti della nostra vita per diventarne narratori perché sappiamo che solo così riusciremmo a capirne qualcosa: solo con un pizzico di distanza, quella che c'è quando leggiamo un romanzo o vediamo un film.
Quei grandi che hanno scritto, dipinto, costruito o girato ciò che era destinato a diventare nostra cultura hanno sempre saputo partecipare del loro tempo e insieme distanziarsene abbastanza da poterlo raccontare.Il grande Gatsby è per eccellenza la tragedia borghese romantica e realistica degli anni venti, se vogliamo ancor più melodrammatica di quella ottocentesca. É il dramma individuale in una società che è tutta apparenza, ricchi, nuovi ricchi e miserabili, la morale sopra e il marcio sotto. Baz Luhrmann, anche con questo suo ultimo film, si fa forte di una storia già destinata a rimanere nel tempo, e la vuole avvicinare a noi ancora di più. Sa che nei contenuti non c'è nulla che non possiamo comprendere, nulla di cui non si debba scandalizzare nel bene o nel male anche l'uomo del nostro tempo. Infatti, com'è nel suo stile, usa la musica e un potente impatto visivo per avvicinarci alla vicenda. La musica è letteralmente coprotagonista accanto ai personaggi e la semplice e malinconica Young and beautiful, che diventa leitmotiv del film, rappresenta piuttosto bene l'essenza della storia. La bellezza e la giovinezza forse danno sicurezza per un po', ma dopo? L'amore non è niente se non è riconosciuto dal resto della società, non serve. Così è il mondo in cui vivevano Gatsby e Daisy, la donna di cui lui è da sempre innamorato. Tant'è che lei desidera per sua figlia che sia bella e stupida. É la cosa migliore. É l'unica cosa che dà sicurezza. Comunque questa non è certo una realtà morta e sepolta.
Will you still love me when I'm no longer young and beautiful?
Will you still love me when I got nothing but my aching soul?


Il grande Gatsby è in grado di mostrarci quel deserto affollatissimo che era la città, che erano le feste. Come hanno fatto le parole del romanzo prima di lui, qui riprese con pedissequa insistenza, il film riesce a scandagliare l'animo dei personaggi e a mostrarcene il dramma interiore, quel dramma destinato a palesarsi all'esterno in maniera inevitabilmente distruttiva.Con la potenza delle immagini che Luhrmann sceglie riusciamo a cogliere la complessa figura di Gatsby, e con lui il suo decennio, dotato di sentimenti enormi, ma, in maniera pura e infantile, completamente incapace di gestirli.
Sapeva che la sua mente non sarebbe mai più stata libera di spaziare, come la mente di un Dio. Che l'innamorarsi avrebbe cambiato il suo destino per sempre.(Nick parlando di Gatsby)
Ma la mia vita deve puntare in alto.(Gatsby)
Il suo amore forse era forte e vero e per di più gratuitamente ricambiato, ma lui pensò ugualmente di dover possedere un castello per guadagnarselo.
Questa era la strana speranza che lo guidava: la convinzione di doversi e potersi costruire da sé. La certezza di non poter lasciare nulla al caso, ma che così facendo avrebbe potuto ottenere qualunque cosa.
Questo film non ha grossi difetti di cui parlare, è coinvolgente e racconta bene una storia che non ha certo bisogno di ulteriori approvazioni. Racconta bene anche quella maglia di simboli che si pongono dietro ad ogni elemento che fa da scenografia al racconto, a partire dalle auto, passando per la luce verde e per gli dei di cartone e vernice del consumismo, per arrivare alla piscina.
Il primo incontro tra Daisy e Gatsby è una sequenza davvero perfetta, calibratissima nei tempi, nella recitazione, in tutto. A questa si aggiungono la litigata finale nell'hotel in città e l'incidente. Tre momenti costruiti con una bravura impossibile da non notare.
A far del bene a questo film si aggiungono un ottimo Di Caprio nel ruolo del protagonista e una altrettanto brava Carey Mulligan che interpreta la sua controparte femminile. Lei ha il merito di avere lo sguardo giusto per interpretare la dolce, ma inesorabilmente spaventata Daisy.
Inoltre è decisamente un effetto collaterale molto bello quando un film porta il pubblico a desiderare di riprendere in mano un libro.


martedì 26 maggio 2015

Alien³

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Produzione 20th Century Fox|USA|1992
Regia David Fincher
Soggetto e sceneggiatura passati di mano in mano!|Dan O'Bannon|Ronald Shusett|David Giler|Walter Hill|Larry Ferguson
Con Sigourney Weaver|Charles S. Dutton|Charles Dance|Brian Glover|Daniel Webb|Lance Henriksen

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lunedì 25 maggio 2015

Aliens – Scontro finale

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Aliens

Produzione 20th Century Fox|USA|1986
Regia e sceneggiatura James Cameron
Soggetto James Cameron|David Giler|Walter Hill
Effetti speciali Stan Winston
Con Sigourney Weaver|Carrie Henn|Michael Biehn|Paul Reiser|Lance Henriksen|William Hope|Bill Paxton|Jenette Goldstein

sabato 23 maggio 2015

Tomorrowland - Imagine all the people living for today, it’s easy if you try!

Tomorrowland

Produzione Walt Disney Pictures|USA|2015
Regia Brad Bird
Soggetto Brad Bird|Damon Lindelof|Jeff Jensen
Sceneggiatura Brad Bird|Damon Lindelof

Con Britt Robertson|George Clooney|Hugh Laurie|Raffey Cassidy

venerdì 22 maggio 2015

Di ALIEN e della necessità di non avere paura di avere paura

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Produzione 20th Century Fox|UK|USA|1979
Regia Ridley Scott
Soggetto Dan O'Bannon|Ronald Shusett
Sceneggiatura Dan O'Bannon
Effetti speciali Carlo Rambaldi|Bernard Lodge|Hans Ruedi Giger

Con Sigourney Weaver|Yaphet Kotto|Veronica Cartwright|Ian Holm|Tom Skerritt|Harry Dean Stanton|John Hurt

martedì 19 maggio 2015

Forza maggiore – sui nostri buoni istinti

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Produzione Svezia|Norvegia|Danimarca|2014
Regia e sceneggiatura Ruben Östlund

Con Johannes Kuhnke|Lisa Loven Kongsli|Clara Wettergren|Vincent Wettergren|Kristofer Hivju|Fanni Metelius

lunedì 18 maggio 2015

Fratello, dove sei? – continuando a scoprire i Coen

fratelloO Brother, Where Art Thou?

Produzione USA|2000
Regia Joel Coen
Soggetto liberamente ispirato all'Odissea, Omero
Sceneggiatura Joel Coen|Ethan Coen
Fotografia Roger Deakins
Musiche T-Bone Burnett|Carter Burwell

Con George Clooney|John Turturro|Tim Blake Nelson|John Goodman|Holly Hunter|Chris Thomas King|Charles Durning|Michael Badalucco

 

Non posso dirvi quanto sarà lunga quella strada, ma non temete gli ostacoli lungo il percorso, poiché il fato vi ha accordato una ricompensa. Anche se la strada è tortuosa e il cuore scoraggiato e afflitto, voi seguite il vostro cammino, seguitelo fino alla vostra salvezza.

domenica 17 maggio 2015

La finestra sul cortile – Il dramma è la vita con le parti noiose tagliate

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Rear Window

Produzione Paramount Pictures e Patron Inc.|USA|1954
Regia Alfred Hitchcock
Soggetto racconto omonimo di Cornell Woolrich
Sceneggiatura John Michael Hayes
Con James Stewart|Grace Kelly|Wendell Corey|Thelma Ritter|Raymond Burr

 

Il dramma è la vita con le parti noiose tagliate.
Alfred Hitchcock

sabato 16 maggio 2015

Lei

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Produzione Annapurna Pictures|USA|2013
Regia, soggetto e sceneggiatura Spike Jonze
Con Joaquin Phoenix|Amy Adams|Rooney Mara|Scarlett Johansson

mercoledì 13 maggio 2015

Fargo – scoprendo i Coen

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Produzione Gramercy Pictures|USA|1996
Regia Joel Coen
Soggetto, sceneggiatura e montaggio Joel Coen|Ethan Coen
Fotografia Roger Deakins
Musiche Carter Burwell

Con Frances McDormand|William H. Macy|Steve Buscemi|Peter Stormare

martedì 12 maggio 2015

Il mio vicino Totoro – continuando a scoprire Miyazaki

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Produzione Studio Ghibli|Giappone|1988
Regia e sceneggiatura e character design Hayao Miyazaki
Soggetto Hayao Miyazaki|Kubo Tsugiko
Animatori Yoshiharu Sato
Scenografia Kazuo Oga

lunedì 11 maggio 2015

Mine vaganti

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Produzione Fandango|Italia|2010
Regia Ferzan Özpetek
Soggetto e sceneggiatura Ferzan Özpetek|Ivan Cotroneo

Con Riccardo Scamarcio|Nicole Grimaudo|Lunetta Savino|Ennio Fantastichini|Ilaria Occhini|Elena Sofia Ricci|Alessandro Preziosi|Bianca Nappi

sabato 9 maggio 2015

Il villaggio di cartone

IL VILLAGGIO DI CARTONE



Produzione Italia|2011
Regia Ermanno Olmi
Sceneggiatura Ermanno Olmi (con la collaborazione di Claudio Magris e Gianfranco Ravasi)

Con Michael Lonsdale|Rutger Hauer|Massimo De Francovich|Alessandro Haber

 

 

lunedì 4 maggio 2015

Si alza il vento e Il castello errante di Howl – Scoprendo Miyazaki

YHjE34EKaze tachinu – si alza il vento

Produzione Studio Ghibli|Toho|Giappone|2013
Regia e sceneggiatura Hayao Miyazaki
Character design Katsuya Kondo
Animatore Kitarō Kosaka


Quante volte il miracoloso ingegno umano ha dato alla luce invenzioni sorprendenti che gli stessi uomini hanno poi adoperato per i fini più tremendi?
C'è un poco di questo pensiero in Si alza il vento, poi c'è molto dell'incondizionata passione di Hayao Miyazaki per gli aerei. C'è un poco della biografia di Jirō Horikoshi, ingegnere giapponese passato alla storia per aver ideato l'aereo da guerra impiegato nella seconda guerra mondiale noto come Zero, in cui pare che i giapponesi riversino tutto il loro orgoglio. Di riproduzioni di aerei della seconda guerra mondiale e anche precedenti ce ne sono moltissime. Inoltre c'è una grande, ma tormentata, storia d'amore, liberamente tratta dal romanzo Si alza il vento di Tatsuo Hori ambientato in un sanatorio giapponese.
Era il primo film di Hayao Miyazaki che guardavo. In verità avevo già visto La città incantata ed era stato proprio quello a scoraggiarmi dal proseguire, ero ancora abbastanza piccola e delicata e mi aveva un po' inquietato. I miei genitori che si trasformavano in maiali me li sono sognati la notte.
Ho ricominciato l'esperienza con questo regista dal suo film più recente, non sapendo che sarebbe stato definitivamente l'ultimo prima del suo ritiro e ho trovato dei personaggi affascinanti e un punto di vista non usuale.
Un uomo decisamente particolare, con in testa un sogno preciso, quasi un chiodo fisso, ma che riesce comunque a trasmettere infinita dolcezza, gentile come in altri tempi. Una donna innamorata che non chiede altro che di stare vicino al suo amato il più possibile. Una guerra e uomini che forse non centrano niente con quel conflitto o forse tutto.
Non era una storia facile, ma in questo film si fa ascoltare, eccome se si fa ascoltare.

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Hauru no ugoku shiro – Il castello errante di Howl

Produzione Studio Ghibli|Giappone|2004
Regia e sceneggiatura Hayao Miyazaki
Soggetto Diana Wynne Jones
Character design Hayao Miyazaki
Animatori Katsuya Kondô|Akihiro Yamashita|Takeshi Inamura|Kitaro Kosaka|Mitsunori Kataama


Per Il castello errante di Howl sono proprio rimasta senza parole. Oppure me ne ha suscitate talmente tante che ora non so come ordinarle. È una favola davvero magica, è come se riuscisse a suonare i sentimenti di chi guarda, a suonarli come fossero le corde di uno strumento musicale, e quello che ne esce è un'incantevole melodia che ti permette un piccolo grande viaggio.
Non so neanche dire quale sia l'ingrediente stregato, ma c'è sicuramente. Sarà il castello magico che va in giro come gli pare. O forse Sophie la protagonista, una dolce ragazza che non si sente abbastanza bella. Forse Howl, stregone suscettibile, che vede nella fine della sua bellezza (tra l'altro associata ad un colore di capelli) la fine del mondo. Forse è la Strega delle Lande che abbiamo il piacere di veder mutare in qualcosa di completamente diverso. Forse il bimboletto che si finge un vecchio per darsi autorevolezza. Ma perchè non Testa di Rapa, un assurdo spaventapasseri, o la vecchia maestra di Howl, un finto antagonista.
O forse la magia sta nel fatto che anche ogni luogo diventa personaggio della storia, o forse nei dialoghi secchi, il termine corretto sarebbe "essenziali", con un velo di sarcasmo e tutta la dolcezza necessaria.
Insomma, se non s'era capito ho adorato questa storia strana che subito ti rapisce e ti porta con sé.
Ha qualcosa del Mago di Oz, ma con in più tutta la scioltezza e l'incanto che a quest’ultimo invece mancano.

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miyazaki

venerdì 1 maggio 2015

Di Pride, orgoglio, lotte, diritti e doveri

 

Oggi è il primo maggio e probabilmente sono piuttosto in tema se pubblico ora il commento a questo film. Le vicende che danno il la alla storia sono infatti quelle di una grossa battaglia sindacale intrapresa dai minatori britannici all'inizio degli anni '80.
Argomenti questi che mi sono completamente estranei dato che a scuola non hanno mai dato la precedenza alla così detta cultura generale che poi ci chiedono, solo per dare una bella impressione di sé, nei test di ammissione universitari, e lo studio della storia è sempre stato prevalentemente nozionistico, politicamente corretto e si fermava prima della seconda guerra mondiale.
Ergo, molto probabilmente, è meglio che il mio commento verta su altri temi.

Per fortuna so che se mi metterò d'impegno, certe cose arriverò a comprenderle anch'io. Tuttavia questa è un'altra storia.
Per ora paziento e commento film, senza nessun diritto di farlo, e dunque lo faccio come fosse un dovere. Perché so di essere personalmente responsabile di ogni parola che scrivo.

prideloc

 

Produzione Calamity Films|Regno Unito|2014
Regia
Matthew Warchus
Sceneggiatura
Stephen Beresford


Con Bill Nighy|Imelda Staunton|Dominic West|Andrew Scott|George MacKay|Ben Schnetzer